giovedì 8 novembre 2012

INSIEME n° 67, 11 Novembre 2012 - anno 2° dall'entrata nella nuova Chiesa




Cari amici e care amiche,
inizio la quarta settimana di benedizioni nella “zona b”: la visita nelle case in occasione del Natale di Cristo. Si inizia con largo anticipo rispetto all’Avvento per ovvi motivi: io sono “uno”! Le famiglie per zona sono circa 2000, escluse le zone industriali (per le quali riservo due giornate su appuntamento, previa lettera, indirizzandola alle circa 140 ditte presenti sul nostro territorio).
Esco per la visita alla mattina e al pomeriggio fino a orario di cena per cercare di incontrare il maggior numero di persone in una o più vie. Alla mattina incontro anziani, persone libere dal lavoro, in cerca di occupazione, giovani universitari, ammalati, mamme in maternità, nonni e nonne, turnisti… Al pomeriggio e alla sera completo il giro con coloro che mancano all’appello, per cui un campanello lo suono anche 4 o 5 volte in un giorno! Io voglio ringraziare di cuore chi ha reso possibile questa “missione”: chi ha piegato gli avvisi, i postini, chi mi accompagna, chi mi precede avvisando a voce e chi a vario titolo ha dato il suo contributo!
L’esperienza di incontro con tante persone nel nome del Signore e della Chiesa, poi, mi sta aiutando in due cose. Anzitutto a non adirarmi e a non indignarmi rispetto a tanti problemi che noi nel nostro piccolo, e l’umanità in genere, viviamo. Quella che possiamo anche chiamare ormai la “crisi”; a cui qualcuno aggiunge “di tutto”, mentre altri rincarano “ormai non c’è più niente”! Credo che indignarsi o adirarsi costantemente, poi alla fine diventa la reazione di quelli che stanno a guardare senza far nulla… Non basta avere una giusta opinione! Non basta dire cose giuste! Non basta indignarsi! Una opinione diventa utile e la si onora quando ad essa si fa seguire  una azione buona… Ad esempio dimostrando coraggio civile quando qualcuno viene offeso in pubblico o un bene comune viene deturpato… Siamo stufi di sentir strombazzare ai quattro venti i propri nobili sentimenti!
Inoltre, incontrare tante persone - la maggior parte non praticanti - mi aiuta a riacquistare  il linguaggio della gratitudine che spesso si perde, lasciando il posto, purtroppo quasi con naturalezza, ai linguaggi del giudizio frettoloso, sprezzante e malevolo, dello sdegno moralistico… La gente mi insegna, come del resto ha fatto Gesù, a fare qualcosa di molto più intelligente e umano: incoraggiare chi ha bisogno, ringraziare Dio, confermare quelli che hanno il diritto di sperare, aspettarsi più dai modelli positivi che da quelli negativi…
                                                             Il vostro parroco