venerdì 28 settembre 2012

INSIEME n° 61, 30 Settembre 2012 - anno 2° dall'entrata nella nuova Chiesa


Cari amici e care amiche,
la festa dell’oratorio è un modo per richiamare l’attenzione del quartiere su una opportunità educativa, quella dell’oratorio appunto. Il nostro oratorio per vent’anni si è dotato di uno strumento educativo straordinario come quello dello sport e desideriamo onorarlo con momenti di varia natura organizzati per la festa. Onoriamo così una storia, che continua, fatta di persone generose, competenti, appassionate, che hanno affiancato centinaia di ragazzi, aggregandoli positivamente e comunicando loro il tesoro di tanti valori, quelli… per non perdere “la partita della vita”! Un grazie che si estende anche agli allenatori, dirigenti, accompagnatori e genitori del presente, che sono consapevoli della responsabilità loro affidata a nome della Comunità. Proprio a loro ricordiamo che l’oratorio non è solo un luogo fisico dove svolgono l’attività sportiva, un luogo dove c’è un campo e uno spogliatoio per giocare e cambiarsi, un luogo che potrebbe essere anche un altro luogo, basta divertirsi e stare insieme a giocare… L’oratorio è anzitutto una proposta di progetto per ragazzi, adolescenti e giovani. L’oratorio è “per loro”, rivolto a loro, offerto a loro. La preziosa e indispensabile presenza dell’adulto in oratorio conseguentemente diventa o una presenza sostenitrice o una presenza educatrice o una presenza di servizio. Il progetto proposto è modulato a vari livelli: ci sono spazi di aggregazione e di ristoro, spazi di confronto, spazi di catechesi, spazi culturali, spazi di ricerca, spazi sportivi, spazi caritativi. Ma tutti questi livelli, corrispondenti anche a valori socialmente condivisibili, fanno riferimento al cuore del progetto che è la trasmissione della fede alle nuove generazioni. Trasmettere la fede è consegnare al centro della vita di un ragazzo, di un adolescente, di un giovane, la persona di Gesù e la profondità del suo mistero. Nessuna trovata, neppure la più stravagante e intrigante, può sostituirsi a questa “porta” che è “stretta” (Mt 7,14). Ma essa conduce alla pienezza umana, alla pace del cuore, alla realizzazione di quel libro che ciascuno scrive con il suo passaggio nella storia (continua).
                                                             Il vostro parroco