Cari amici e care
amiche,
la
festa dell’oratorio è un modo per richiamare l’attenzione del quartiere su una
opportunità educativa, quella dell’oratorio appunto. Il nostro oratorio per
vent’anni si è dotato di uno strumento educativo straordinario come quello
dello sport e desideriamo onorarlo con momenti di varia natura organizzati per
la festa. Onoriamo così una storia, che continua, fatta di persone generose,
competenti, appassionate, che hanno affiancato centinaia di ragazzi,
aggregandoli positivamente e comunicando loro il tesoro di tanti valori,
quelli… per non perdere “la partita della vita”! Un grazie che si estende anche
agli allenatori, dirigenti, accompagnatori e genitori del presente, che sono consapevoli
della responsabilità loro affidata a nome della Comunità. Proprio a loro
ricordiamo che l’oratorio non è solo un luogo fisico dove svolgono l’attività
sportiva, un luogo dove c’è un campo e uno spogliatoio per giocare e cambiarsi,
un luogo che potrebbe essere anche un altro luogo, basta divertirsi e stare
insieme a giocare… L’oratorio è anzitutto una proposta di progetto per ragazzi,
adolescenti e giovani. L’oratorio è “per loro”, rivolto a loro, offerto a loro.
La preziosa e indispensabile presenza dell’adulto in oratorio conseguentemente diventa
o una presenza sostenitrice o una presenza educatrice o una presenza di
servizio. Il progetto proposto è modulato a vari livelli: ci sono spazi di
aggregazione e di ristoro, spazi di confronto, spazi di catechesi, spazi
culturali, spazi di ricerca, spazi sportivi, spazi caritativi. Ma tutti questi
livelli, corrispondenti anche a valori socialmente condivisibili, fanno
riferimento al cuore del progetto che è la trasmissione
della fede alle nuove generazioni. Trasmettere la fede è consegnare al
centro della vita di un ragazzo, di un adolescente, di un giovane, la persona
di Gesù e la profondità del suo mistero. Nessuna trovata, neppure la più
stravagante e intrigante, può sostituirsi a questa “porta” che è “stretta” (Mt
7,14). Ma essa conduce alla pienezza umana, alla pace del cuore, alla
realizzazione di quel libro che ciascuno scrive con il suo passaggio nella
storia (continua).
Il vostro parroco