sabato 23 giugno 2012

INSIEME n° 57, 24 Giugno 2012 - anno 2° dall'entrata nella nuova Chiesa


Cari amici e care amiche,
è iniziato da due settimane l’oratorio feriale. Abbiamo preferito questa dizione – oratorio feriale - perché riesce a rendere ragione, più che altre denominazioni, di una serie di convinzioni che alimentano la nostra azione educativa. Anzitutto è “oratorio”, cioè emanazione della comunità cristiana che si preoccupa della crescita dei suoi “cuccioli d’uomo”. E’ una delle attività più preziose della parrocchia che si rivolge alle giovani generazioni per porgere a loro il dono della fede. Infatti, bisognerebbe  ricordare che la parola “oratorio” arriva dal verbo latino “orare”, cioè pregare! L’oratorio è il luogo dove “il piccolo” impara a incontrare il Signore, dopo che la sua famiglia gli ha dato il Battesimo. L’oratorio è innegabilmente da sempre anche un luogo di aggregazione, di “preservazione” dai pericoli della  strada, di gioco… Se alcuni quartieri delle nostre periferie e città non avessero avuto l’oratorio, in certi periodi sarebbero andati incontro a grande degrado umano e sociale… E’ bello che l’oratorio sia apprezzato, anche ora, per questa sua rilevanza “civile”. L’oratorio, però, non è importante solo socialmente: la sua missione, il suo compito, il suo senso è quello anzitutto di indicare il Vangelo come progetto di uomo e di donna realizzati e felici. All’oratorio feriale ecco, allora, il perché di alcuni valori spiegati di giorno in giorno con la possibilità di provare a viverli insieme, con l’aiuto degli altri; ecco il perché di una breve preghiera in chiesa di 5 minuti con un canto e un pensiero; ecco il perché della scenetta che presenta una parola importante per vivere secondo il Vangelo di Gesù. Tutto questo modulato da momenti di gioco, gita, piscina, pranzo insieme, svago, laboratori, balli e danze… E tutto questo è reso possibile da tanti volontari che aiutano a sostenere l’organizzazione di più di 230 ragazzi e ragazze del quartiere, ci sono 40 tra animatori e animatrici che – appunto – “animano”, danno anima all’oratorio: a tutti va il nostro grazie e la nostra stima.  Poi “feriale”. Ovvero l’oratorio svolge le sue attività, con altre modalità, tempi e obiettivi, sempre, tutto l’anno, ininterrottamente. Con la convinzione che è “la cura”, la pazienza, la quotidianità della passione che costruiscono ed educano: infatti, per chi è capace di percepire  “fa più rumore una foresta che cresce che un albero che cade”… Buone vacanze e buona estate.
                                                             Il vostro parroco