Cari amici e care
amiche,
è
iniziato da due settimane l’oratorio feriale. Abbiamo preferito questa dizione
– oratorio feriale - perché riesce a
rendere ragione, più che altre denominazioni, di una serie di convinzioni che
alimentano la nostra azione educativa. Anzitutto
è “oratorio”, cioè emanazione della comunità cristiana che si preoccupa
della crescita dei suoi “cuccioli d’uomo”. E’ una delle attività più preziose
della parrocchia che si rivolge alle giovani generazioni per porgere a loro il
dono della fede. Infatti, bisognerebbe ricordare che la parola “oratorio” arriva dal
verbo latino “orare”, cioè pregare! L’oratorio è il luogo dove “il piccolo”
impara a incontrare il Signore, dopo che la sua famiglia gli ha dato il
Battesimo. L’oratorio è innegabilmente da sempre anche un luogo di
aggregazione, di “preservazione” dai pericoli della strada, di gioco… Se alcuni quartieri delle
nostre periferie e città non avessero avuto l’oratorio, in certi periodi
sarebbero andati incontro a grande degrado umano e sociale… E’ bello che
l’oratorio sia apprezzato, anche ora, per questa sua rilevanza “civile”. L’oratorio,
però, non è importante solo socialmente: la sua missione, il suo compito, il
suo senso è quello anzitutto di indicare il Vangelo come progetto di uomo e di
donna realizzati e felici. All’oratorio feriale ecco, allora, il perché di alcuni
valori spiegati di giorno in giorno con la possibilità di provare a viverli
insieme, con l’aiuto degli altri; ecco il perché di una breve preghiera in
chiesa di 5 minuti con un canto e un pensiero; ecco il perché della scenetta
che presenta una parola importante per vivere secondo il Vangelo di Gesù. Tutto
questo modulato da momenti di gioco, gita, piscina, pranzo insieme, svago,
laboratori, balli e danze… E tutto questo è reso possibile da tanti volontari
che aiutano a sostenere l’organizzazione di più di 230 ragazzi e ragazze del
quartiere, ci sono 40 tra animatori e animatrici che – appunto – “animano”,
danno anima all’oratorio: a tutti va il nostro grazie e la nostra stima. Poi
“feriale”. Ovvero l’oratorio svolge le sue attività, con altre modalità,
tempi e obiettivi, sempre, tutto l’anno, ininterrottamente. Con la convinzione
che è “la cura”, la pazienza, la quotidianità della passione che costruiscono
ed educano: infatti, per chi è capace di percepire “fa più rumore una foresta che cresce che un
albero che cade”… Buone vacanze e buona estate.
Il vostro parroco