Cari amici e care
amiche,
questa
domenica 17 è la giornata dedicata al ricordo di don Franco Maggioni, prete,
fratello, padre, amico. Un ricordo così indelebile che il nuovo polo sanitario
a Pioltello verrà a lui intitolato. Chiunque
l’abbia conosciuto potrebbe parlare molto su di lui, proprio perché il ricordo
è ancora vivo e quasi naturalmente trabocca sulle labbra.
Cosa significa “ricordare”?
Anzitutto – come dice la parola, che
deriva dal latino - vuol dire “riportare nel cuore”. Don Franco è già nel cuore
di tanti: questo posto se l’è conquistato con la sua semplicità, la sua
umanità, la sua affidabilità. Non è facile ottenere di stare nel cuore delle
persone: è un posto che si riserva a pochi, a chi veramente se lo merita,
bisogna passare “per la porta stretta” per arrivarci. Credo che Don Franco non
abbia neppure fatto tanta fatica...
Ma più profondamente “ricordare”
vuol dire andare al cuore, cogliere il senso, il significato, il cuore –
appunto – di una esistenza. Nel caso di don Franco: una vita dedicata a Dio e
agli altri, consacrata al Signore e alla Chiesa. Il compito di chi ricorda e di questa giornata è esattamente questo: afferrare
il significato del perché il Signore ce lo ha dato, ce lo ha fatto incontrare,
il senso del suo passaggio tra noi.
Questo significato è il viatico per costruire l’oratorio del
futuro, senza indugiare nei bei tempi passati… Questo significato è l’aiuto più importante da consegnare alle
nuove generazioni, per progettare una missione “senza aereo”, “senza jeep”, “senza
battello”, là dove siamo, nella terra del nostro quartiere assetata di
comprensione e di Vangelo, senza rivangare sterilmente tempi che non torneranno
mai più. Questo significato è il segreto
di una vita felice e buona, da offrire a chi sfiduciato cerca tra noi la
speranza.
Il vostro parroco