Cari amici e care
amiche,
ci
prepariamo ad accogliere nella nostra terra ambrosiana il successore di Pietro,
in occasione del VII raduno mondiale delle famiglie. Averlo tra noi è una
occasione straordinaria, tant’è che il Cardinale ci ha chiesto di sospendere le
Sante Messe che vengono celebrate in concomitanza con la Santa Messa presieduta
dal Papa. Questo dice anche l’importanza della figura del Santo Padre per i
cristiani. E’ insindacabile la decisione di Gesù che ha voluto sfidare l’orgoglio
degli uomini di tutti i tempi impegnandosi a costruire la Chiesa sulle fragili
spalle di un uomo, alle quali ha dato la solidità della roccia. Maestosa e
commovente si staglia la fedeltà adamantina di Gesù per l’uomo che ha aveva
scelto, Pietro, nonostante la sua debolezza umana e il suo temperamento fatto
di alti e bassi, come tutti noi. Pietro è strumento di Dio e, proprio perché
tale, Dio agisce in lui. E’ così che Pietro darà a sua volta prova di fedeltà,
dando – come Gesù – “la sua vita per le pecore”. Pietro restituirà a Gesù
l’amore che gli negò nell’ora della prova. Il suo sangue bagnò il colle
Vaticano… Primo nell’amore a Gesù per essere primo nel governo della Chiesa,
cioè nell’amore alla Chiesa… Ecco: anzitutto il Papa è una “roccia”, cioè un
riferimento sicuro, perché “provato” e “vagliato”: la parola del Papa
“conferma” la mia fede, il mio modo di intenderla e di viverla, mi aiuta a
stare “nella retta fede”, a non deviare o illudermi, a rimanere in serenità
nella fede in Gesù. In mezzo alla “babele” di opinioni, contro-opinioni,
pareri, contro-pareri, mi pare-si dice, etc. etc. abbiamo una roccia di
riferimento: si sta uniti a Pietro per stare più uniti a Gesù, per non perdere
il suo “primato” nella nostra esistenza. Capire Pietro, allora, è capire
l’immensità dell’amore di Gesù. Ascoltare Pietro è continuare a costruire la
Chiesa che è nata, nasce e rinasce continuamente attorno a Cristo Risorto.
Il vostro parroco