venerdì 18 maggio 2012

INSIEME n° 52, 20 Maggio 2012 - anno 2° dall'entrata nella nuova Chiesa


Cari amici e care amiche,
ringraziamo cordialmente coloro che hanno seguito il percorso delle famiglie e degli adulti che hanno accompagnato i loro figli all’ammissione alla Santa Messa della prima Comunione e della Confermazione. Li hanno seguiti a nome di tutti noi e ci hanno messo passione e dedizione. Ringraziamo le famiglie e gli adulti stessi che hanno compiuto il loro cammino: si sono lasciati provocare ed hanno testimoniato la bellezza di dare ragione delle fede, spesso ridotta a teoria o ad etichetta. Ringraziamo i ragazzi e le ragazze per la loro freschezza e la loro gioia: per noi grandi è un balsamo prezioso che lenisce sulle ferite delle nostre incoerenze e giustificazioni… In modo particolare ringraziamo per le belle preghiere composte per le celebrazioni, lette con emozione e tremore. Proprio belle, semplici, genuine. Al momento mi sentivo di ringraziare e abbracciare chi le aveva composte… Mi piacerebbe parlare di ciascuna, poiché tutte contenevano “parole chiave” della fede. Prendo solo una delle tante parole importanti che sono risuonate in quelle preghiere: “Vangelo”. Non è anzitutto “il libro”, ma un’esperienza, l’esperienza di una “buona notizia” (il termine significa proprio questo, dal greco euangelion): forse quando pensiamo al cristianesimo, ci immaginiamo anzitutto una serie di doveri, di castighi, di minacce, di precetti, di rimorsi. E’ un errore. Fondamentalmente è l’esperienza di una notizia buona, insperata, quasi incredibile nella sua capacità di dirci cose nuove e di trasformarci. Dire solo con le parole di cosa tratta questa notizia è difficile… Trattandosi di un annuncio di Dio all’uomo in quanto tale, comprende tutta la realtà umana! Dio viene incontro all’uomo per offrirgli la sua amicizia (già qui c’è dell’incredibile!). Questa amicizia è offerta senza badare ai meriti dell’uomo: a Dio non interessano soltanto le persone brave e oneste. Anzi: Dio si interessa di chi è più lontano, solitario, amareggiato, di chi si sente abbandonato, perduto, triste, sfiduciato, privo di avvenire. Dio offre la sua amicizia soprattutto a coloro che si trovano più lontani da lui e da se stessi. L’esperienza fondamentale del cristianesimo non dipende da qualcosa che facciamo noi, sforzandoci di essere buoni, di migliorarci, di andare incontro a Dio (cose giuste, ma che non sono propriamente “cristiane”). L’esperienza fondamentale è l’iniziativa di Dio. L’atteggiamento da assumere di fronte al Vangelo è la riconoscenza: quella che abbiamo espresso con i canti e la gioia delle Celebrazioni…
                                               Il vostro parroco