Cari amici e care
amiche,
ringraziamo
cordialmente coloro che hanno seguito il percorso delle famiglie e degli adulti
che hanno accompagnato i loro figli all’ammissione alla Santa Messa della prima
Comunione e della Confermazione. Li hanno seguiti a nome di tutti noi e ci
hanno messo passione e dedizione. Ringraziamo le famiglie e gli adulti stessi
che hanno compiuto il loro cammino: si sono lasciati provocare ed hanno
testimoniato la bellezza di dare ragione delle fede, spesso ridotta a teoria o
ad etichetta. Ringraziamo i ragazzi e le ragazze per la loro freschezza e la
loro gioia: per noi grandi è un balsamo prezioso che lenisce sulle ferite delle
nostre incoerenze e giustificazioni… In modo particolare ringraziamo per le
belle preghiere composte per le celebrazioni, lette con emozione e tremore. Proprio
belle, semplici, genuine. Al momento mi sentivo di ringraziare e abbracciare
chi le aveva composte… Mi piacerebbe parlare di ciascuna, poiché tutte contenevano
“parole chiave” della fede. Prendo solo una delle tante parole importanti che
sono risuonate in quelle preghiere: “Vangelo”. Non è anzitutto “il libro”, ma
un’esperienza, l’esperienza di una “buona notizia” (il termine significa
proprio questo, dal greco euangelion):
forse quando pensiamo al cristianesimo, ci immaginiamo anzitutto una serie di
doveri, di castighi, di minacce, di precetti, di rimorsi. E’ un errore.
Fondamentalmente è l’esperienza di una notizia buona, insperata, quasi
incredibile nella sua capacità di dirci cose nuove e di trasformarci. Dire solo
con le parole di cosa tratta questa notizia è difficile… Trattandosi di un
annuncio di Dio all’uomo in quanto tale, comprende tutta la realtà umana! Dio
viene incontro all’uomo per offrirgli la sua amicizia (già qui c’è
dell’incredibile!). Questa amicizia è offerta senza badare ai meriti dell’uomo:
a Dio non interessano soltanto le persone brave e oneste. Anzi: Dio si
interessa di chi è più lontano, solitario, amareggiato, di chi si sente
abbandonato, perduto, triste, sfiduciato, privo di avvenire. Dio offre la sua
amicizia soprattutto a coloro che si trovano più lontani da lui e da se stessi.
L’esperienza fondamentale del cristianesimo non dipende da qualcosa che
facciamo noi, sforzandoci di essere buoni, di migliorarci, di andare incontro a
Dio (cose giuste, ma che non sono propriamente “cristiane”). L’esperienza
fondamentale è l’iniziativa di Dio. L’atteggiamento da assumere di fronte al
Vangelo è la riconoscenza: quella che abbiamo espresso con i canti e la gioia
delle Celebrazioni…
Il
vostro parroco