sabato 5 maggio 2012

INSIEME n° 50, 6 Maggio 2012 - anno 2° dall'entrata nella nuova Chiesa


Cari amici e care amiche,
nel mese di maggio siamo invitati alla recita del Rosario. Ci rivolgiamo, cioè, alla Madre di Dio. Solo a pronunciare questo titolo si rimane sorpresi, quasi sconcertati… Nessuno nella Chiesa è madre di Gesù Cristo, nessuno… Lei è “unica”. Senza però essere fuori o sopra la Chiesa; il suo modo di essere nella Chiesa è di essere Madre di Gesù di Nazareth, Colui che è “della stessa sostanza del Padre”: il “nostro” Dio. Questo ruolo assolutamente unico nella Chiesa glielo riconosciamo proprio recitando il Rosario in vari punti del quartiere. Con il Rosario, poi, noi intercediamo. L’intercessione è una caratteristica della preghiera cristiana: è il pregare gli uni per gli altri, è un modo di esprimere la carità. Questo vale nel caso nostro (io prego per un altro o chiedo ad un altro di pregare per me), vale nel caso dei nostri cari defunti e dei Santi, vale nel caso di Maria. E anche qui riconosciamo che la preghiera di Maria è per noi commisurata alla sua singolarità, alla “specialità” del dono ricevuto, alla sua vocazione. Ovvero, quando la invochiamo “mediatrice”, quando cioè le diciamo: “Prega per me… Prega per noi… Prega per…”, le riconosciamo un intercedere che è assolutamente suo! Mentre le diciamo: “Maria, prega per me”, sappiamo che ciò significa: “Io riconosco che tu sei vicina a Gesù come nessuno, che tu partecipi della carità di Cristo come nessuno, che tu vuoi la mia salvezza, che tu sai quello che è bene per me come nessun altro: perché tutto è misurato sull’amore che tu hai per me e sulla vicinanza tua con Gesù Cristo”. E’ un credere che l’intercessione è chiesta a colei che sappiamo avere un ruolo caratteristico, che è singolare, che è suo. La devozione a Maria deve poter sempre rientrare in questo principio: la singolarità del rapporto che ella ha con Cristo. Quel rapporto, quella relazione che per il dono della fede puoi intrattenere anche tu…      
                                                             Il vostro parroco