sabato 7 aprile 2012

INSIEME n° 46, 8 Aprile 2012 - anno 2° dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,  
è la Pasqua del Signore! Essa non toglie immediatamente le realtà drammatiche sociali e planetarie, i nostri problemi personali e famigliari. Non è lo stile del Dio di Gesù. Molti non sanno neppure che è la Pasqua del Signore: sanno che è vacanza, che è festa, ma non il perché… Noi sappiamo, invece, che è la Pasqua del Signore, ma se non ci siamo preparati con la Quaresima, la “passeremo” sì (è da calendario!), ma, appunto, “passerà” e sembrerà che Essa è limitata a un giorno, magari con qualche cosa di insolito, certo, ma poi tutto tornerà come prima… Ma se Cristo è vivo nella Chiesa e nella storia, se vive, quindi, in noi, noi possiamo amare senza impedimenti, anzi amare e sperare di più! Cristo ci assicura che chi vive nell’amore anche la sofferenza e la morte, non è abbandonato da Dio, ma accolto e avviato alla vita e alla pienezza della gioia. La resurrezione di Cristo è un seme che, gettato in qualsiasi terra minimamente accogliente, la rende fertile e feconda. La terra della tua esistenza, la terra di una famiglia, la terra di chi ha il cuore ferito… La terra, cioè l’umanità, il cuore di ciascuno… Questo è lo stile di Dio: fecondare e pazientare, gettare il seme e attendere. Noi invece vorremmo una strada che immediatamente ci portasse risultati, magari anche usando un po’ di violenza, forzando la mano soprattutto sui cattivelli, vorremmo una strada che non passasse troppo dalla nostra conversione e dai nostri cambiamenti, perché – in fondo - noi ci riteniamo, non senza validi motivi, già fecondi e fertili, senza proprio quel bisogno di Gesù e della sua resurrezione!!! Invece la Chiesa, umilmente, ci porge ancora volta questo annuncio, lo porge nella terra del nostro cuore, perché possiamo essere resi capaci di trasmettere vita attorno a noi.
Il vostro parroco