Cari amici e care amiche,
Lorenza e Gianni sono due fidanzatini che hanno mandato avanti la mamma di lei per chiedere informazioni sul matrimonio. La mamma, naturalmente, è stata benevolmente respinta dal parroco, poiché lei sarà anche interessata, ma solo indirettamente! Arrivano, allora, i due fidanzatini (naturalmente non in orari di ricevimento) dal parroco per fissare la data del matrimonio. Naturalmente, alla domanda: “e a fede come stiamo?” le facce di Lorenza e Gianni si stralunano come a dire: “ma cosa c’entra la fede?!?!”. Il parroco tirando un sospiro, tenta di aiutare i due giovani a confrontarsi (naturalmente loro su questo punto non l’hanno mai fatto): Lorenza dice che, sì, ci crede, ma che la pigrizia ha sempre avuto la meglio… Gianni, invece, è uscito dall’oratorio perché era (naturalmente) un ambiente chiuso e da allora non è più andato in chiesa, né ritiene di essere un vero credente… Allora, il parroco, con pazienza, si sforza di far capire loro che la fede, come l’amore, se è autentica, si manifesta e si esprime esternamente; che per fare un discorso di fede si parte dalla Croce di Gesù e dalla sua Resurrezione, non dal prete più o meno simpatico o da cristiani più o meno coerenti che si possono conoscere; che sposarsi in Chiesa non vuol dire sposarsi “in un edificio” o “nella chiesa che mi piace”, ma sposarsi facendo parte di una Comunità, perché questa è la Chiesa; che è bello, ma soprattutto importante e fondamentale, che coppie e fidanzati partecipino alla Messa, perché è nella Messa che trovano e ritrovano il modello di quell’amore che sono chiamati a vivere nella loro unione, cioè il dono totale di sé, come Cristo sulla Croce. Diversamente da tutto questo, lo sposarsi in Chiesa si riduce ad un commovente teatro, durante il quale prevale l’esteriorità, con poca sostanza. E, naturalmente, quanto tempo, energie, denaro, impiegati per la prima (apparato scenografico) a discapito della seconda (sostanza)!
Come hanno reagito? Alla prossima puntata…
Il vostro parroco