sabato 28 gennaio 2012

INSIEME n° 36, 29 Gennaio 2012 - anno 1 dall'entrata nella nuova Chiesa


Cari amici e care amiche,
Erminia è una nonnina arzilla, vedova, che vive a fianco della figlia felicemente sposata con due figli. Non le manca niente per vivere, ma ha un gran dispiacere: nessuno dei suoi cari va in chiesa… Nonostante la figlia si sia sposata nel Santuario del paese e abbia fatto battezzare i nipoti… L’avrà fatto per far piacere alla mamma? Ma a cosa è servito – pensa Erminia - se fosse così? Erminia ha anche provato discretamente a entrare in argomento, ma ha sempre ricevuto risposte evasive e consolatorie: “prega tu per noi” oppure “vai tu che hai tempo, noi abbiamo già tanti problemi!”… Problemi? La fede come un problema? Questa non l’aveva mai sentita in vita sua! E sì che a Erminia pareva di aver seminato bene: non era mai stata bigotta né fanatica nella sua fede. Certo, non si era accontentata dei Sacramenti, quasi come fossero un timbro o un porta fortuna: aveva sempre frequentato la Messa e aveva sempre cercato il contatto con la Parola di Gesù, senza particolari attrazioni verso forme religiose di dubbia genuinità evangelica. Aveva vissuto momenti difficili, come tutti, non da ultimo la drammatica morte in un incidente stradale del marito: morte vissuta nell’affidamento semplice e sincero al Signore. E anche in quell’occasione, (lo desiderava, ma non l’ha mai rinfacciato) nessuno dei suoi si era confessato né comunicato… Ora che i nipoti sono cresciuti, si permettono di “sfotterla” un po’ pesantemente per stuzzicarla e divertirsi, soprattutto uno dei due che sta studiando filosofia ed è affascinato da un’insegnante dichiaratamente ateo e anticlericale… L’altro, per contro, fa apposta a bestemmiare sottovoce per poi chiederle scusa subito e abbracciarla forte forte… Quando Erminia morirà probabilmente le faranno il funerale in chiesa per rispetto… Nessuno probabilmente sentirà nel segreto del cuore la voce stessa di Ermina che sussurra: “ora che non ci sono più, confessati, comunicati almeno al mio funerale, impara a frequentare la Comunità del Signore… La mia eredità non è soltanto l’appartamento… E’ anche la mia fede nel Signore Risorto, compagno indivisibile in vita e in morte, quella che ho cercato di trasmetterti, ma che tu hai snobbato, senza motivi seri e autentici… Altrettanto probabilmente, per un certo tipo di coerenza, nessuno dei cari di Erminia si confesserà, né si comunicherà, né riprenderà a frequentare: non l’hanno fatto quando era viva, mica lo faranno ora che è morta?! Ecco che tipo di coerenza! Ma la sua dipartita non è comunque stata vana: Erminia ha testimoniato ogni giorno, in una sorta di martirio quotidiano, che anche quella famiglia è una terra visitata, amata e attesa da Dio…
Il vostro parroco