venerdì 6 gennaio 2012

INSIEME n° 33, 8 Gennaio 2012 - anno 1 dall'entrata nella nuova Chiesa



Cari amici e care amiche,
ci sarà capitato delle volte di incontrare persone che si ritengono confidenti di altri ed esclamano “tutti mi dicono i loro problemi!” oppure “ma è possibile che tutti vengono da me per sfogarsi?!”… Effettivamente ci sono belle persone che ispirano fiducia… Bisogna però considerare che, generalmente, la maggior parte delle persone tende a parlare e ha sempre qualcosa da dire, su tutto e su tutti… Difficilmente noi scegliamo di dire ad esempio “non lo so”, “non lo conosco”, “non sono informato”… Difficilmente, cioè, si sceglie di tacere prima di parlare; di pensare prima di esprimersi, di prepararsi prima di offrire una parola… Si parla troppo, quindi, in varie maniere: urlando, lamentandosi, piangendo, commentando come esperti ogni aspetto della vita, ogni fatto piccolo o grande; chi dice cosa bisogna fare, come comportarsi in ogni occasione, cosa avere e anche cosa dire! Chi semplicemente parla, appena ne ha opportunità (e anche quando non ce l’ha!), magari sottolineando il fatto “a me piace parlare!”… Ne risulta che a volte (spesso?) la parola diventa soltanto suono, sfogo, espressione della confusione o del vuoto che si ha dentro… Ne risulta che a volte (spesso?) i fiumi di parole diventano un modo di tenere sotto controllo i nostri disagi, le nostre solitudini, i nostri drammi… E allora si parla, si parla, si parla… Ecco allora perché molti si ritengono dei confidenti: per il bisogno diffuso e smodato di parlare… La riprova è che - probabilmente - si potranno contare sulla punta delle dita (di una mano?) le persone che hanno attuato davvero e sul serio un consiglio che abbiamo cercato di dare loro, dopo che hanno parlato con noi!!! Infine, sono in molti ad avere un gran bisogno di parlare anche con Dio… Ma Lui, forse, sa già quello diremo perché conosce bene ciò che abbiamo nel cuore… Allora non sprechiamo parole (tempo) almeno con Lui … Impariamo ad ascoltarLo e ad essere… confidenti Suoi… 
Il vostro parroco