giovedì 29 dicembre 2011

INSIEME n° 32, 1 Gennaio 2012 - anno 1 dall'entrata nella nuova Chiesa


Cari amici e care amiche,
in questi giorni stiamo cambiando i calendari e appendiamo quelli del nuovo anno dei quali ci hanno omaggiato in queste festività. Questo gesto banale ci può aiutare a non lasciarci vivere la vita DAL tempo che scorre, ma invece vivere la vita NEL tempo che scorre… Comunque, quindi, in qualsiasi caso, il tempo scorre, passa, avanza! Diventa importante il come questo tempo scorre. Il come dipende molto da noi. Dipende dal come guardiamo il tempo che scorre, che poi coincide con la vita stessa… Come guardiamo la vita degli altri… Come guardiamo la storia… C’è quel “guardare” la superficie, gli avvenimenti, per cui il tempo è un succedersi di fatti più o meno brutti, di notizie più o meno sconvolgenti, di momenti più o meno propizi: l’arte sta nel parare i colpi e difendersi e nel trovare motivi di ottimismo… C’è invece un “guardare” dentro ciò che accade,  sforzandosi di scoprire il significato degli accadimenti e il senso della libertà dell’uomo. Questa operazione richiede più impegno e intelligenza, pazienza e pacatezza… Infine c’è chi guarda il tempo come luogo della presenza di Dio, come visitato e benvoluto da Dio dopo il suo Natale e la sua Resurrezione: allora il significato e il senso delle cose assumono colori diversi, le tinte sono più sfumate e la speranza è di casa. Allora la vita, anche se “ha una fine”, vale la pena di essere vissuta per il tempo che è concesso perché “ha un fine”; allora noi siamo in buona Compagnia, qualsiasi cosa ci accada, anche di “finire”; allora cambiando il calendario comprendo che ogni giorno mi aspetta il Signore, per servire con semplicità la sua presenza nel mondo…
Il vostro parroco