sabato 17 dicembre 2011

INSIEME n° 31, 18 Dicembre 2011 - anno 1 dall'entrata nella nuova Chiesa


Cari amici e care amiche,
in alcune case quando vengo accolto per la benedizione a volte mi si dice “mi scusi per la confusione!”; oppure “mi dispiace che non trova la casa in ordine!”; oppure “non guardi in giro!”… Nessuno si deve sentire in imbarazzo se la casa non è perfettamente a posto: anzi, sono contento di entrare nella normalità e nella ferialità delle case. La famiglia, infatti, nella sua intimità, possiede anche questi aspetti “non ordinati” che il comune senso del pudore fatica a mostrare, ma che sono la realtà. Quando ci sono dei bambini la casa non può essere sempre in ordine… Quando si esce presto e si torna tardi la casa non può essere sempre perfetta… Quando si deve accudire un ammalato in casa non sempre si riesce a fare i mestieri come si vorrebbe… Insomma: è proprio la casa che segnala - con il suo disordine - il correre, le fatiche, gli sforzi che sostengono i giorni della famiglia… E quindi sono quasi commosso quando incontro questo “disordine”! Forse è proprio da qui che viene il detto “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”. Proprio perché la famiglia che vive di corsa e non riesce a stare dietro a tutto, trova nel Natale, nello stringersi intorno alla Famiglia di Maria e Giuseppe, un momento di pace. Questo è il Natale: non solo stringerci tra di noi, con i nostri famigliari, ma stringersi a Gesù, a Maria e Giuseppe. Anzi, ci si stringe tra noi proprio per aiutarsi a stare stretti a Loro, a Gesù! Questo è il senso del “Natale con i tuoi”. E poi a Natale scopriamo che anche Gesù nasce un po’ nel “disordine” di una famiglia: non c’è posto per loro, una mangiatoia di fortuna, la fuga in Egitto… Anche loro! Insomma, di questo “disordine” nessuno si deve scusare…
Il vostro parroco