Cari amici e care amiche,
ci sono tanti luoghi comuni, anche in materia religiosa e uno di questi è che “tutte le religioni sono uguali”… A parte che basterebbe conoscere una sola persona di religione diversa dalla mia (diversa, già…!) per constatare idee, appunto, diverse… Altrimenti ci potrebbe essere anche una sola religione! Non è vero dunque, detto così, che tutte le religioni sono uguali, bensì tutte le religioni sono differenti, ognuna con le sue peculiarità. Se poi estendiamo il campo all’esperienza religiosa, essa è a tal punto originale e profonda che ogni riflessione su di essa rischia di impoverirla. Inoltre il tentativo di giudicare tale esperienza con categorie razionali, o di considerarla come una forma imperfetta di attività morale, o di rinvenire l’origine della religione in un meccanismo sentimentale e psicologico, oppure di accostare la religione dal punto di vista sociale e relazionale, rappresentano tutti modi di ridurre e violentare l’autenticità della religione stessa. La religione possiamo intenderla generalmente, e quindi definirla, come il cammino dell’uomo verso ciò che convenzionalmente chiamiamo “Dio”. Ma sorprendentemente proprio il cristianesimo è il contrario di una religione: in esso, infatti, è Dio che cammina verso l’uomo, non semplicemente “rivelando” qualcosa di sé o rivolgendo qualche parola tramite segni o messaggeri, ma “scendendo” in campo Lui stesso, in una Persona, con un volto e una storia unica, quella di Gesù di Nazareth. Qui, in questo punto preciso, si situa l’originalità del cristianesimo: l’iniziativa impensabile e imprevedibile di Dio...
Mi piacerebbe sottolineare la bellezza di tale originalità del cristianesimo con un gesto rivolto soprattutto a quelli che non riesco a visitare quest’anno per la benedizione, quelli della “zona B”. Desidero invitarli a portare la loro statuetta di Gesù Bambino che collocheranno il giorno di Natale nel Presepe, per una piccola benedizione che avverrà al termine di tutte le Messe di domenica 18 dicembre (compreso il sabato 17).
Certo che avere un Dio che si scomoda, come minimo è da conoscere…
Il vostro parroco