Cari amici e care amiche,
vi ringrazio di cuore per l’accoglienza che mi riservate quando arrivo nelle vostre case per incontrarvi e pregare per ricevere la benedizione del Signore. Sono certo che le vostre case – che vuol dire le vostre famiglie, le vostre persone – sono da tempo benedette grazie al Battesimo, grazie alla fede, grazie ai sacrifici e alle sofferenze che hanno purificato il cammino di tanti… Però abbiamo costantemente bisogno di risapere che è il Signore la nostra compagnia più importante in vita, venire a sapere ancora e sempre che Lui “dice bene” di noi, ci stima e ci ha a cuore come figli. Questo “sapere” fa andare avanti, fa procedere pur nelle difficoltà e nelle peripezie della vita… Mi permetto – quasi sottovoce – di esprimere due pensieri – tra i tanti – riguardo ciò che mi ha colpito in questo inizio della mia “missione senza battello”. Ho visitato, della zona A, circa 820 famiglie e il primo dato è proprio quello della accoglienza, aldilà delle idee diverse che ci possono contraddistinguere o delle esperienze che possono segnare un’esistenza: questo fatto è bello, perché significa che chi mi ha preceduto ha lavorato davvero tanto e bene. Un’altra cosa che mi colpisce è che tantissimi non solo vengono poco in Chiesa o raramente, ma mi hanno confessato che non ci vengono proprio! Per tante persone, infatti, non è necessario praticare e vivere la Comunità per credere… C’è ancora, dunque, molto da seminare! Infine, mi colpisce che tanti non sono ancora entrati nella nuova Chiesa… Ho cercato di spiegare loro, però, che aldilà della fede o della religione, delle persone che vivono in uno stesso quartiere almeno per curiosità dovrebbero interessarsi di una costruzione nuova! Dunque, anche sul versante del territorio e dell’interesse per tutto ciò che di buono e di bello in esso c’è, occorre non smettere di seminare! Dopo questo piccolo “bilancio” parziale e frettoloso, ricordo i nostri impegni comunitari per “l’avventura dell’Avvento”: l’ascolto della Parola ( è a disposizione il libretto della Parola per ogni giorno e accanto al Tabernacolo, in Chiesa, ci sarà il Lezionario della Messa) e il cercare di vivere bene la Messa domenicale, non accontentandosi della “mia fede”. E per coloro che hanno già decisamente scelto questa pratica, accedere – nei limiti dei propri impegni – ad una Messa feriale. Ci si accorge, infatti, che ad alcuni chiedere la Messa alla domenica è già tanto e per altri è troppo poco…
Il vostro parroco