Cari amici e care amiche,
siamo grati al seminario diocesano che ci ha regalato la presenza al sabato e alla domenica di un seminarista, Massimiliano Mazza, originario di Novate Milanese. L’ho chiesto al seminario perché contribuisca con la sua esperienza e le sue numerose capacità a creare pian piano un clima accogliente in oratorio, un clima di “custodia”, un clima che propizi l’indicare e il testimoniare la presenza del Signore in mezzo a noi. Spesso quando arriva qualcuno di nuovo o quando si parla di oratorio si è portati spontaneamente a guardare al passato, ai trascorsi gloriosi, e – si spera – a ringraziare per i doni ricevuti: lo abbiamo fatto durante la festa patronale e lo fanno in tanti nelle chiacchierate che faccio passando nelle case in occasione delle benedizioni… Però, occorre non enfatizzare troppo il passato… Certo, niente di buono deve andare perso, ma sarebbe poco opportuno cercare di riportare in vita alcuni “modi” che non possono più esistere a motivo della diversissima situazione. A volte, poi, c’è il rischio di guardare ad ogni esperienza passata come alla perfezione, ad un’epoca d’oro alla quale, purtroppo, non si può più ritornare, leggendo al contrario il presente solo nell’ottica di un progressivo impoverimento. Si capisce bene che non è così! Una simile lettura della “storia” non rende giustizia del passato e non aiuta a vivere il presente! L’esperienza vissuta è utilissima per chiedersi: come ha arricchito la mia fede e quella della Comunità? Quali valori ci ha trasmesso? Come può essere declinata realisticamente nel nostro presente? Solo così si valorizza davvero il passato e si affronta con fiducia e apertura il nuovo e i “nuovi” che ci stanno davanti.
Il vostro parroco