sabato 29 ottobre 2011

INSIEME n° 24, 30 Ottobre 2011 - anno 1 dall'entrata nella nuova Chiesa

Cari amici e care amiche,

viene il “tempo dei morti”, il tempo in cui li commemoriamo, li onoriamo, preghiamo per loro. La Chiesa da sempre ci aiuta in questo ricordo, spesso lacerante e mesto, nel quale risuona la grande domanda che ogni cristiano fa a Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto” (Gv 11,21.32). E’ l’esclamazione di Marta e di Maria alla vista di Gesù che arriva per il suo amico Lazzaro, morto già da quattro giorni. Sembra quasi un rimprovero, ma è proprio ciò che ciascuno ha nel cuore quando muore una persona cara… Gesù, però, non si sottrae alla vista del sepolcro, non si allontana dall’amico su cui il tempo ha detto la parola “fine”, non indietreggia né fugge. Va, invece, come dice il vangelo, “a vedere” (Gv 11, 34) e versa le sue lacrime, constatando con i suoi stessi occhi la debolezza e la mortalità di una creatura fatta a sua immagine e somiglianza. Quelle lacrime, le lacrime di Gesù davanti alla tomba di Lazzaro, sono la miglior garanzia per credere che la nostra amicizia con il Dio di Gesù non finisce con un cumulo di terra sopra o dietro una lapide e che il Paradiso non è altro che il perdurare nel tempo dell’intimità che già da oggi possiamo instaurare con il Signore. La preghiera, quella bella e seria, quella fatta di fatica e tempo, costruisce da subito le basi per l’eternità…

Il vostro parroco