giovedì 20 ottobre 2011

INSIEME n° 23, 23 Ottobre 2011 - anno 1 dall'entrata nella nuova Chiesa Parrocchiale

Cari amici e care amiche,
l’uccisione di un altro missionario, padre Fausto Tentorio, proprio nel mese dedicato alla missione ci sorprende. Sono decine e decine gli operatori pastorali che ogni anno vengono eliminati nei continenti perché scomodi, di cui abbiamo notizia. Altri neppure sappiamo dove siano finiti… Siamo sorpresi perché in un contesto dove “la mia vita” è la cosa più importante (stare bene, stare in pace, stare con chi mi piace etc etc), esiste qualcuno che la vita, al posto di tenersela stretta, “la spreca” per il Vangelo. Siamo sorpresi perché in un contesto dove “la mia vita” può decidere di quella degli altri (aborto, eutanasia, guida sotto effetto di droghe o di alcool, giustizia fai da te etc etc), esiste qualcuno che ritiene la vita degli altri, spesso anche quella di chi li sopprime, più meritevole della sua. Siamo sorpresi, insomma, che il Vangelo valga ancora… la vita. Che delle Parole – in mezzo alle milioni di parole e informazioni – le Parole di Gesù, valgano l’esistenza. Che un “libro”, il Vangelo, valga sangue. Dietro tutto questo c’è Lui, Gesù di Nazareth che desidera ardentemente incontrare il cuore di tutti. E, nella libertà più assoluta, associa molti a questa sua “passione”, alla sua missione. Ancora oggi, dicevamo, molte persone, affascinate dalla presenza di Gesù, consegnano a Lui la vita, e, qualsiasi cosa dovesse capitare, rimangono Suoi, fedeli, legati a Lui: pur di raggiungere il cuore delle persone... E’ questa, infatti, la “terra di missione” più lontana, più difficile, più ostica: il cuore dell’uomo. Da lì, da questa terra invisibile, distante, spesso impenetrabile, si dipana il volto del nostro pianeta, con le sue luci e le sue ombre. E’ una terra che non si raggiunge con aerei, jeep, navi… Raggiungere questa terra equivale a “salvare”. Alcuni, credendo di riuscire a raggiungerla, preferiscono delle strade brevi, troppo brevi per essere giuste; altri scelgono strade violente, troppo contraddittorie per essere dette “umane”; altri ancora si ritirano nelle proprie “terre” e godono nel loro piccolo… Gesù ha scelto la strada del cuore che si trasforma a contatto con Lui; ha scelto la strada della libertà, invalicabile finché non si convince d’amore; ha scelto - tant’è la discrezione e il rispetto di Dio - di rinunciare a raggiungere quella terra, pur di non ferire il cuore di chi lo crocifiggeva. Una missione “impossibile”? Pare di no…
Il vostro parroco