Cari amici e care amiche,
ringraziamo coloro che si sono candidati per il nuovo Consiglio pastorale parrocchiale che in questa domenica saremo chiamati ad eleggere con il voto di ciascuno. Anche se non tutti i candidati ne faranno parte, tutti loro però “ci hanno messo la faccia”, si sono esposti, si sono fatti avanti ad uno dei tanti bisogni della nostra Chiesa locale. Questo ci insegna come nessuno nella Chiesa è spettatore e che la Chiesa non è un “distributore di Sacramenti”, dove uno “prende e va”: i laici sono protagonisti e la Chiesa è Comunità. Da questi laici eletti, poi, ci aspettiamo una grande capacità di intercettare e interpretare la vita concreta delle persone del nostro quartiere alla luce del Vangelo di Gesù: atteggiamenti appassionati e benevoli, comprensivi e pazienti, verso il cammino della nostra Parrocchia e della sua gente. La Parrocchia – lo ricordiamo – respira anche con i polmoni di “chi non c’è”, di quelli che “non vengono a Messa”, di quelli che qualcuno dice di loro “una volta veniva”… Ci aspettiamo un Consiglio pastorale che abbia a cuore soprattutto “gli assenti”. Infine, un nuovo Consiglio non significa automaticamente aria di stravolgimento o miracoli in arrivo! Nella Chiesa, infatti, da sempre, i cambiamenti avvengono lentamente, con l’apporto di tanti, nel grande rispetto di ciascuno: ma soprattutto perché ogni evento incontra resistenze, fatiche, incomprensioni, lentezze legate ai contesti e alle situazioni in evoluzione. E, proprio per questo, nella Chiesa, da sempre, per guardare al futuro si è abituati a ritornare alle origini, riscoprendo ciò che è assolutamente necessario nella vita della Chiesa stessa. Riscoprire ciò che conta, l’essenziale, ciò che merita. E allora ci aspettiamo un Consiglio pastorale che sia immagine dell’intera Comunità cristiana, con il sapore e il gusto della fraternità, della preghiera, dell’ascolto della parola, della carità… Gli elementi della Chiesa del Risorto (Atti 2,42).
Il vostro parroco