Cari
amici e care amiche,
iniziamo
la nostra festa patronale che darà il via a un nuovo anno pastorale: ci sarà la
benedizione della Chiesa, del nuovo crocifisso scolpito in legno di rovere –
dono di alcuni parrocchiani – e il
trasporto processionale del simulacro della Beata Vergine Assunta dal Santuario
alla Parrocchia. Il programma della festa, con l’aiuto di molti, lo abbiamo distribuito
in tutte le sessantanove vie residenziali di Seggiano: un gesto semplice, ma altamente
missionario. La maggior parte delle persone, infatti, non viene in Chiesa,
neppure ci sfiora e non sa nulla di quanto avviene in Parrocchia: informare,
tenerci a che si sappiano le belle cose che facciamo (nella speranza che
trapeli anche il senso e il motivo per cui le facciamo, che non è di radunare
il maggior numero di persone, non è farle divertire e passare il tempo, non è
il nostro successo etc. etc.) è il minimo dei minimi che una Comunità cristiana
può fare, senza grande sforzo! Ci stiamo anche “imbarcando” nell’avventura di un
nuovo Consiglio pastorale parrocchiale con un nuovo Arcivescovo, mentre abbiamo
appena salutato il Cardinale Tettamanzi! Con la nostra Diocesi ci prepareremo
al raduno mondiale delle famiglie a Milano. Abbiamo ottenuto un ampliamento
della fideiussione da 200 a 450mile euro (!) per pagare le imprese che hanno
lavorato per la Chiesa…
In
tutto questo, però, io continuo ad avere una sola e principale preoccupazione, che ho espresso chiaramente
durante gli avvisi di qualche domenica fa: ho grande preoccupazione per l’oratorio.
Mi sembra sia il “luogo” più discusso della parrocchia, più ricordato per la
sua storia gloriosa, “oratorio” è una parola sulla bocca di tanti, ma – forse -
l’oratorio è il “luogo” più difficile da “sposare”, da prendere sul serio, da servire
con generosità, incominciando dalla base di tutto: la sua custodia, il
prendersi cura del rispetto delle sue regole, la vigilanza amorevole e benevola
quando è frequentato. Una Comunità in festa, però, può ben sperare…
Il vostro
parroco don Zaccaria
