sabato 11 giugno 2011

INSIEME n° 14, 12 Giugno 2011 - anno 1 dall'entrata nella nuova Chiesa Parrocchiale


Cari amici e care amiche,
sono stato a Milano a trovare il mitico don Gianni, primo parroco di Seggiano. L’ho trovato in chiesa, dove passa parecchie ore del giorno. Gli ho fatto tante domande e gli ho chiesto dei consigli. Il suo stile accogliente, semplice e umano corrisponde proprio a quanto ho sentito dire di lui da voi. L’ho invitato personalmente alla solenne concelebrazione di tutti i preti che sono passati da Seggiano che si terrà il 12 settembre e lui mi ha subito risposto di sì! La sua presenza ci permetterà di festeggiare i suoi 55 anni di sacerdozio. Guardandolo, ascoltandolo e pensando al bene che ha fatto e a quello che ha ricevuto, mi sono sorte queste riflessioni: quando un prete viene spostato dal vescovo il trasloco più faticoso è quello interiore… In un certo senso la gente non la stacchi dal cuore, ce l’hai per sempre dentro. Poi, non ci si sposta per il gusto di lasciare, ma perché si serve: questo è il motivo. Il trasloco lo si fa perché il prete è a servizio della Chiesa: andandosene da un posto riconsegna qualcosa che non gli appartiene, ma che ha solo servito nel nome del Signore. Infine, più in profondità,  il trasloco segnala che il prete appartiene a Gesù e a nessun altro. Accetta di spostarsi perché lo ama e si sente così amato da Lui che serve, come Lui che “non è venuto per essere servito, ma per servire”. A tutti preti che conosciamo facciamo gli auguri perché in questi giorni la maggior parte di loro festeggia  l’anniversario di ordinazione presbiterale. Auguri anche ai prossimi ordinandi sabato 11 giugno in Duomo. Chiediamo al Signore che, di fronte a esempi come don Gianni, come questi giovani che si fanno preti, si attivino per tanti domande di senso e di cammino affinchè anche a Seggiano nascano vocazioni sacerdotali e religiose.
Il vostro parroco don Zaccaria