ancora una volta vi ringrazio perché mi avete aiutato a pregare durante la Settimana Santa. Abbiamo pregato bene insieme. E’ difficile spiegare cosa significa questo. Non è stato il respiro un po’ più ampio del solito che a volte abbiamo sperimentato guardando un paesaggio o un’opera d’arte, in un momento di solitudine, ascoltando una musica che ci fa dimenticare la realtà che ci circonda: per cui avvertiamo qualcosa che ci muove di dentro e istintivamente eleviamo una preghiera. Forse è perché abbiamo vissuto bene le due premesse che ci consentono di entrare nella preghiera: il silenzio e l’ascolto. Il silenzio ci aiuta a mettere a tacere la nostra fantasia e ad azzerare ciò che può disturbare; ci aiuta a entrare nella preghiera come “poveri”, riconoscendo di non essere capaci di pregare. Facendo silenzio si acquista progressivamente la capacità dell’ascolto: scoprire il mistero di noi stessi ascoltando la Parola di Colui che, avendo fatto i nostri cuori, ce ne rivela i segreti. E in modo particolare nel Triduo Santo, Giovedì sera, Venerdì pomeriggio e nella processione della sera, nella Veglia pasquale, abbiamo goduto di un clima spirituale che ci ha permesso di incontrare il Signore, di convincerci che è bello rimanere in comunione con Gesù, che Lui ci aiuta a essere più umani e ci accompagna a scegliere stili di vita pazienti, rispettosi e non arroganti. In questo mese di Maggio, infine, è la Madre di Dio, Maria, che ci suggerisce silenzio e ascolto per indirizzarci a Gesù. Però ci vuole del tempo per il silenzio e l’ascolto… Quello che costa, non quello facile e superfluo di chi non ha (più) niente da fare…
Il vostro parroco don Zaccaria
