Cari amici e care amiche,
domenica scorsa abbiamo aperto i nuovi campetti di gioco in oratorio. Lunedì sono iniziati i lavori nell’area del parchetto giochi per una pavimentazione antitrauma e una messa a norma delle strutture ludiche. Per non angosciarmi sorvolerei per il momento sui costi di queste operazioni…! Mi soffermerei, invece, sul segnale che la Comunità lancia: anzitutto un segnale di accoglienza. Questi spazi, infatti, sono un’offerta di intrattenimento e di passatempo non organizzato, che è pur importante nell’orizzonte di una crescita armoniosa. La Comunità cristiana non disdegna questo passaggio dell’educare. E’ poi un segnale di bellezza: a noi piacciono le cose belle e siamo attirati da esse, sobrie, ma dignitose. Purtroppo – si sa – ogni cosa ha il suo costo, ma noi crediamo nella Provvidenza! Infine, un ambiente a norma, in ordine e decoroso è indice di rispetto per le persone che lo frequentano: anche per questo, a breve, verrà fatto uno studio tecnico (chi se ne intende sa che anche questo ha un costo) per analizzare lo stato dello stabile dell’oratorio e individuare le varie problematiche per poi intervenire a fronte di un progetto. Però tutto questo scadrebbe vertiginosamente se, in questo stesso ambiente, gli adulti, gli educatori per eccellenza, voltassero via la faccia o facessero finta di non vedere quando si deturpa una pianta, quando due bambini si picchiano, un altro si arrampica andando nel pericolo, quando dei ragazzi e delle ragazze bestemmiano, altri hanno comportamenti ambigui e volgari... L’adulto e il genitore in oratorio non possono mai svestirsi dei loro “panni educativi”, proprio in quanto adulti e genitori: anzi, in oratorio ha la possibilità di educare anche altri! Allora - si sarà capito - che educare significa per l’adulto e il genitore anche essere un po’ impopolari e, con stile e garbo, scegliere di “rompere”, di intervenire nei confronti di chi ha comportamenti sconvenienti, irrispettosi e senza regole minimali di convivenza. I ragazzi non potranno crescere, avanzare, maturare, se tutto quello che fanno e dicono va comunque bene! E’ forse per questo che – come a volte riferito alla chiesa – anche in oratorio si sente dire “l’oratorio è di tutti”, ma soltanto per far intendere “in oratorio faccio quello che voglio e mi gira, in oratorio non ci sono regole, non ci sono orari, nessuno mi può dire niente…”!!! Se così fosse, l’oratorio non sarebbe… proprio di nessuno!
Il vostro parroco don Zaccaria
