Cari amici e care amiche,
è una bella tradizione ritrovarsi in questo mese di maggio dedicato alla Madre di Dio a recitare il Rosario in vari luoghi del nostro quartiere. Bella, perché ci fa gustare questa preghiera recitata con calma, non frettolosamente quasi a scaricare le parole una dietro l’altra; recitata senza urlare le parole; recitata coralmente, insieme, senza sovrapporre le nostre parole a quelle del vicino. Bella, perché ci aiuta a riscoprire che non ci sono degli esperti in questa preghiera, non bisogna essere “studiati” per dire il rosario, non è necessaria neppure la presenza del sacerdote – come invece lo è per la Messa – per il rosario: è una preghiera della gente comune, semplice, anche non praticante, in ricerca. Bella, perché ci offre la possibilità di incontrarci tra noi, tra vicini, tra condomini e meravigliarci di non essere gli unici credenti nella nostra scala! Bella, perché esibisce un volto di parrocchia che non coincide solo con un luogo, la chiesa, ma con un movimento, un’attenzione, una cura delicata, ma reale che vorrebbe condividere discretamente, in punta di piedi, la fortuna della fede con tutti quelli che abitano il quartiere. Bella, perché si canta: quando tutti cantano con partecipazione le emozioni ci smuovono, le parole parlano di più, le persone si sentono sulla medesima strada a condividere le fatiche del quotidiano. Bella, infine – soprattutto – perché il Rosario è una strumento per avvicinarci a Gesù e imparare a diventare suoi discepoli. Maria, infatti, conosce bene Gesù: è suo Figlio. E Lui è il Dio della sua stessa Madre.
Il vostro parroco don Zaccaria
