Cari amici e care amiche,
abbiamo iniziato la Quaresima con il gesto della imposizione delle ceneri. Un simbolo molto eloquente che ci ricorda il nostro destino mortale: siamo polvere… Siamo creature, non creatori, non dèi immortali: siamo mortali. Quante volte pensiamo illusoriamente alla nostra vita come ad una forza infinita, una sorta di vitalismo immune da accidenti e malattie, quasi che la vita ci fosse dovuta, l’avessimo in mano noi! Quanta sapienza e saggezza ci manca ancora! Quella cenere ci ricorda la verità della nostra natura mortale, il dato di partenza che tutti ci accomuna. Allora, benchè leggera, la cenere scende sul capo con la violenza di una grandinata… E proprio la cenere trasforma in una martellata quel richiamo che ha accompagnato l’imposizione delle ceneri: “convertiti e credi al Vangelo!”. Convertirsi a Cristo, credere al Vangelo significa uscire dall’illusione dell’autosufficienza per scoprire e accettare la propria indigenza, indigenza degli altri e di Dio. La fede è tutt’altro che un fatto naturale, spontaneo, comodo, ovvio: occorre umiltà per accettare di aver bisogno che un Altro mi venga incontro, mi riveli la mia mortalità, la incammini verso la resurrezione, mi liberi del “mio”, dall’”io”, per darmi gratuitamente il “suo”, darmi “se stesso”. Ci vogliono proprio le Quaresime nella vita…
Il vostro parroco, don Zaccaria