Cari amici e care amiche,
il Santuario, da sempre usato come parrocchia, richiama non senza nostalgia il cammino compiuto sin qui… E la chiesa nuova, la parrocchia, richiama con stupore ed emozione il cammino che ci si apre davanti… Mi fa un grandissimo piacere che già tre famiglie si sono fatte avanti e hanno chiesto “c’è bisogno di qualcosa?” e io ho risposto. Mi piace lo stile: sapendo che la nostra chiesa è stata pensata semplice e semplice deve rimanere, non si fa di testa propria portando o comprando cose che si pensano belle e a cui bisogna pure dire grazie! Il modo corretto e fine, per chi lo desidera, è di chiedere… Mancano tante cose (casule, ampolline, arredamento segreteria parrocchiale, studio, salone, cero pasquale, lampada del Santissimo etc etc), senza pensare poi all’altare, al battistero, al tabernacolo (gli attuali sono provvisori): ma niente è essenziale! Con il tempo la Provvidenza ci aiuterà! Ma quello che mi preme è lo stile: prima di “muoversi” è bene chiedere, domandare a chi di dovere, anche per non far diventare la chiesa un posto dove tutto ciò che io ho in mente comunque deve venire accettato! Insieme al “qualcosa”, la nostra chiesa ha bisogno di “qualcuno”: aprire e chiudere, il giardinaggio esterno, qualcuno che pulisce i vetri, qualcun’altro per le panche, qualcun’altro ancora per i pavimenti, per il piazzale esterno e i vialetti etc etc. E più si è meglio è: tenendo conto anche della filosofia secondo la quale “non una persona per 100 cose, ma 100 persone che fanno una cosa ciascuno, con piacere e libertà”. Anche qui la Provvidenza non mancherà. Magari servendosi di questa Quaresima…
Il vostro parroco, don Zaccaria