Uno degli impegni comunitari di questa quaresima è di attuare alcuni comportamenti corretti quando ci ritroviamo in chiesa, già richiamati in precedenza. Ecco quello proposto in questa settimana
Quando entriamo in chiesa facciamo il segno della Croce. Facciamolo bene! Ci ricorda che siamo battezzati “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Quelle parole “antiche”, volute dai nostri genitori per noi - o scelte da grandi - ci rimangono addosso e aiutano la nostra esistenza a entrare sempre più nel dinamismo della rinascita, rispetto a quel peccato che insidia la nostra vita e la allontana da Dio. Non è un segno di rispetto o un saluto il segno della Croce! Entrando nella casa del Signore e della Comunità con il segno della Croce è come se dicessimo: Signore, io sono tuo, appartengo a Te! Signore, io ti ho conosciuto, questa è la mia fortuna! E’ un segno, dunque, che serve anzitutto a noi: ci ricorda il punto di partenza che dovrebbe impostare i nostri impegni umani e professionali, raccordare le scelte, rettificare i progetti, gli interessi… Il ricordo del nostro Battesimo ci aiuta anche a fare memoria che, noi destinati alla morte, alla polvere, procediamo invece verso la resurrezione: è un segno di speranza, seminato nel terreno del nostro destino “mortale”. Che ricchezza in un segno tracciato nell’aria! Facciamo il segno della Croce, anche senza “acqua santa” (ci sono buone ragioni igieniche): è il modo più bello per “sentire” che il Signore è con noi e così iniziare a pregare. Ma, allora, con che cosa si saluta il Signore? Lo si fa con la genuflessione. Facciamola bene! E verso il tabernacolo che, nella nostra nuova chiesa, è spostato sulla destra, quasi “custodito” da una parete. Ricordo anche che quello non è un luogo di passaggio, magari per accedere prima alla sacristia!!! Può invece essere un luogo di sosta, di preghiera, di raccoglimento o addirittura uno potrebbe fare la genuflessione portandosi proprio lì davanti. E’ un gesto di adorazione, di consapevolezza di una Presenza, di riconoscimento della nostra piccolezza, di fronte alla grandezza di Dio e del Suo Amore…