Cari amici e care amiche,
tutti desideriamo che l’entrata nella chiesa nuova possa coincidere con un rinnovamento non solo di orari, di luogo, di abitudini, ma anche di stile! Infatti è il modo di fare che fa la differenza, non le cose che si fanno… Il bene lo può fare chiunque, anche chi non crede in Dio… E perché spesso chi non pratica “fa meglio” di chi crede? Questione di stile, di modo, di maniera! Lo ha richiamato anche in un certo qual modo Monsignor Faccendini – il nostro vicario episcopale che celebrerà la Messa in chiesa nuova il 12 marzo alle ore 18.30 – a tutti i Consigli Pastorali parrocchiali della Città: chi opera in una parrocchia occorre che ci lavori con lo stile del discepolo, non del militante! Capita, invece, a volte, che siamo proprio noi che “pratichiamo” a dare l’immagine dei criticoni, dei brontoloni, degli scontenti mentre facciamo… tanto tanto bene!!! E’ logico che “gli altri” ci superano e abbondantemente! Anche magari facendo “poco”, ma con un altro stile “gli altri” ci superano senza fatica… San Gaspare Bertoni, il santo che ha fondato la Congregazione degli Stimmatini, diceva che Dio ama gli avverbi più che i verbi: non ciò che fai, ma come lo fai. Il modo di invitare, ad esempio: semplice e affascinante, discreto e libero. Ma soprattutto il modo di accogliere chi si affaccia nei nostri gruppi: chi c’è già da tanti anni deve imparare lo stile del fare posto (che è diverso dal farsi da parte), dell’accogliere. Anche il modo stesso di lavorare in Comunità: è vero che ognuno ha il “suo modo”, ma lo stile distingue, qualsiasi cosa si faccia, anche la più umile e invisibile. Lo stile arrogante e saccente, lo stile affettato, rozzo e sbrigativo, lo stile di chi è dentro e vede sempre nero, lo stile ingessato ed ermetico agli altri, lo stile del “l’importante è che stiamo bene noi”, lo stile del padroncino, sono tutti stili che, qualsiasi cosa si faccia, anche la più umile e invisibile, mandano in blocco cardio-respiratorio la Comunità! Entrando nella chiesa nuova, allora, la Grazia che vogliamo chiedere, radunandoci attorno al nostro Maestro, è quella che Lui ci faccia sempre daccapo suoi discepoli, per coltivare uno stile autentico di discepoli. In fondo, siamo insieme per aiutarci proprio in questo.
Il vostro parroco, don Zaccaria