Come cristiani è così! E allora, in previsione di entrare definitivamente nella nuova chiesa (che abbiamo già visitato e “consacrato popolarmente” con la Messa di mezzanotte di Natale) cercheremo di indicare alcuni comportamenti belli e consoni al luogo e a ciò che si è lì a fare, evitando abitudini o modi di fare poco corretti… in casa nostra! Questa piccola rubrica ci aiuterà...
Non è importante quello che si fa, ma il modo con cui lo si fa. Uno viene in chiesa. Ci può venire chiunque: ma in che modo? Il modo bello e corretto è venire al modo di chi serve, che è il modo che più ci fa figli di Dio, come Gesù, il quale “è venuto non per farsi servire, ma per servire” (Matteo 20,28). Venire in chiesa per “assistere” o per “prendere Messa” è un modo molto limitante: è come andare in altri luoghi in cui ci limitiamo, giustamente, a “prendere”, anche pagando, quello che ci serve (stazione di benzina, negozio, centro commerciale…). In chiesa si viene per servire: questo è il modo semplicemente giusto. Si viene per servire, fuori e dentro le mura della chiesa. In mille maniere, piccole e grandi, vistose e invisibili: chi ha il cuore che si sta plasmando sul cuore di Gesù “il servo” (la Parola dice “schiavo”! Fil 2,7), le trova. Facciamo degli esempi: chiudere le porte alla fine della Messa per non fare uscire il caldo, visitare un ammalato o un anziano, mettere a posto i foglietti dimenticati, raccogliere le foglie in oratorio, portare le offerte, fare un turno al bar, raccogliere le offerte, chiedere a qualche gruppo se c’è bisogno, cantare nel coro o proclamare la Parola, pulire i vetri degli ambienti, rimettere a posto la sedia e il libretto dei canti, dare disponibilità per la futura segreteria parrocchiale, leggere le preghiere dei fedeli o farne una, portare fuori i sacchi della spazzatura, servire Messa (anche un adulto, perché no?), aprire e chiudere l’oratorio, servire ai funerali, offrire seriamente la propria professionalità per la parrocchia, suonare la chitarra o l’organo, lavare le scale dei nostri ambienti, chiedere se c’è qualcosa da fare, dare una mano di bianco, preparare la futura benedizione delle famiglie, cantare quando c’è da cantare e rispondere quando c’è da rispondere, inserirsi nel comitato genitori, pregare per la Comunità, offrirsi per preparare i fidanzati, un saluto o una stretta di mano entrando o uscendo… Mi fermo perché la lista è infinita… Tante cose, piccole o grandi, non ha importanza… Importa il modo… Fuori e dentro la chiesa… Tutti, ognuno per la sua parte, piccola o grande, non importa… Tutti…
Non è importante quello che si fa, ma il modo con cui lo si fa. Uno viene in chiesa. Ci può venire chiunque: ma in che modo? Il modo bello e corretto è venire al modo di chi serve, che è il modo che più ci fa figli di Dio, come Gesù, il quale “è venuto non per farsi servire, ma per servire” (Matteo 20,28). Venire in chiesa per “assistere” o per “prendere Messa” è un modo molto limitante: è come andare in altri luoghi in cui ci limitiamo, giustamente, a “prendere”, anche pagando, quello che ci serve (stazione di benzina, negozio, centro commerciale…). In chiesa si viene per servire: questo è il modo semplicemente giusto. Si viene per servire, fuori e dentro le mura della chiesa. In mille maniere, piccole e grandi, vistose e invisibili: chi ha il cuore che si sta plasmando sul cuore di Gesù “il servo” (la Parola dice “schiavo”! Fil 2,7), le trova. Facciamo degli esempi: chiudere le porte alla fine della Messa per non fare uscire il caldo, visitare un ammalato o un anziano, mettere a posto i foglietti dimenticati, raccogliere le foglie in oratorio, portare le offerte, fare un turno al bar, raccogliere le offerte, chiedere a qualche gruppo se c’è bisogno, cantare nel coro o proclamare la Parola, pulire i vetri degli ambienti, rimettere a posto la sedia e il libretto dei canti, dare disponibilità per la futura segreteria parrocchiale, leggere le preghiere dei fedeli o farne una, portare fuori i sacchi della spazzatura, servire Messa (anche un adulto, perché no?), aprire e chiudere l’oratorio, servire ai funerali, offrire seriamente la propria professionalità per la parrocchia, suonare la chitarra o l’organo, lavare le scale dei nostri ambienti, chiedere se c’è qualcosa da fare, dare una mano di bianco, preparare la futura benedizione delle famiglie, cantare quando c’è da cantare e rispondere quando c’è da rispondere, inserirsi nel comitato genitori, pregare per la Comunità, offrirsi per preparare i fidanzati, un saluto o una stretta di mano entrando o uscendo… Mi fermo perché la lista è infinita… Tante cose, piccole o grandi, non ha importanza… Importa il modo… Fuori e dentro la chiesa… Tutti, ognuno per la sua parte, piccola o grande, non importa… Tutti…