venerdì 28 gennaio 2011

Insieme 1002, 30 Gennaio 2011

Cari amici e care amiche,

durante la Festa della Santa Famiglia ricordiamo tutti gli anniversari
del matrimonio delle nostre famiglie che un giorno – chi più lontano chi
meno – hanno celebrato, molti nell’unica chiesa che c’era, ovvero il
Santuario. 
Sono momenti di forte emozione, soprattutto quando si sentono
risuonare i numeri alti 20, 25, 30…40, 50… Cosa è racchiuso in questi
numeri, in qualsiasi numero di anniversario di matrimonio? Neppure chi
li vive riesce ad esprimerlo e a raccontare… Perché? Perché sono la
vita, quella di fuori e quella di dentro ai cuori, quella di fuori e
quella di dentro ai muri della casa; sono la sapienza accumulata dalle
esperienze sia belle sia fallimentari; sono il passaggio di Dio dolce e
discreto nelle scelte piccole e grandi di ogni giorno, anche quel Dio a
volte dimenticato e messo da parte, senza cattiveria… Molti in giro
dicono che la famiglia non è più quella tra un uomo e una donna, quasi
che vi fosse un luogo alternativo conforme alla dignità della convivenza
umana e alla forma fondamentale in cui si struttura una società… Molti
continuano ad insistere sulla crisi della famiglia… Basterebbe che
venissero nelle nostre chiese per gli anniversari e si comprenderebbe
chiaramente che la miseria della famiglia non è responsabilità di chi
educa e vive la fedeltà e l’amore, il rispetto della vita, il perdono e
la rinuncia. Sarà piuttosto responsabilità di coloro che sminuiscono il
valore del rispetto dei principi etici fondamentali e che hanno una
concezione meccanicista della persona. Allora… Grazie famiglie!

Il vostro parroco, don Zaccaria